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Si laurea al Politecnico di Milano nel 2004 con una tesi di rigenerazione urbana della sua città, ma già durante gli studi cresce in lui la domanda (inquietante), che lo accompagnerà per tutta la formazione: qual è il valore sociale dell’architettura? Dopo la laurea inizia a cercare risposte e “si spende” per tre anni nel mondo universitario, come cultore della materia, presso il Politecnico. Nello stesso periodo viene attratto dal mix tutto milanese di risolutezza e coerenza architettonica dello studio Festini: qui lavora su progetti border, rivalutatori d’interstizi urbani capaci di generare qualità sociali. La ricerca, concettuale e tecnologica è certamente affascinante ma l’insofferenza, si sa, è una brutta “bestia” che richiede continui rilanci. Vola via, destinazione Londra, alla ricerca di un’altra mentalità, un altro approccio e un‘altra conoscenza architettonica. Atterra da David Morley Architects dove si confronta con un mondo di regole e di stages, standardizzati e definiti minuziosamente. Con questo nuovo “mood” affronta progetti XL come stadi, masterplan contaminati dallo spirito puramente British. L’esperienza è importante e Gianluca inizia a trovare risposte strutturate, ma il percorso non è finito: l’insofferenza torna a bussare, chiedendo pegno. E la chiamata di Fuksas a Roma ne è la manifestazione: cambio di mentalità, d’approccio, di temperamento professionale e progettuale. Nello studio Metrogramma incontra una ulteriore lettura del fare architettura. Durante questo periodo sviluppa un concept residenziale innovativo in Via Adda a Milano, la riqualificazione dell’ex area Plasmon sempre a Milano e partecipa inoltre ad alcuni concorsi nazionali. Oggi lo troviamo da Lombardini 22 con un bagaglio culturale in movimento, che a primo acchito potrebbe sembrare caotico, ma che invece si rivela un “caos” condensato, frutto dell’insofferenza, ormai sedata…oppure no? |
Studio Ponzini Architetti di Piacenza
David Morley Architects
Fuksas
Metrogramma




