06 mag 2011

Passione e schiettezza, con qualche inevitabile spot elettorale, hanno contraddistinto l’intensa ora di dialogo organizzata in Lombardini22 tra gli associati e le realtà imprenditoriali attive in Mesopotamia Milanese (la terra fertile tra i due Navigli) e l’Assessore al Territorio di Milano Carlo Masseroli.
Un discorso condotto con grande passione e con quello stesso senso pratico che ha permesso a Masseroli di portare a casa, nell’arco di un unico mandato, un grande risultato: l’approvazione, avvenuta nello scorso febbraio, del nuovo Piano di Governo del Territorio di Milano.

Un Piano che – proprio come la nostra associazione – nasce dalla volontà di dare spazio alle iniziative dei cittadini portatori di interessi che migliorano la città.
L’obiettivo del PGT è la soddisfazione di chi abita a Milano, che possa dire: a Milano vivo bene!
Certo, tutto questo rischia di essere cancellato dalle imminenti elezioni: Masseroli lo sa e alza i toni per convincere la platea del valore innovativo del progetto e per non lasciarlo cadere nel vuoto, nel caso in cui vincessero gli altri schieramenti.

Il piano, che ha come slogan – Milano per scelta – proietterà e indirizzerà tutte le prossime scelte di trasformazione urbana della città fino al 2030. E prevede ovviamente ricadute anche sul nostro territorio.

Ma il tempo per entrare nel dettaglio non c’è… C’è piuttosto l’apprezzamento di Masseroli per l’iniziativa di Mesopotamia Milanese zona ricca di aziende avanzate, di terziario creativo, di imprese con un’idea precisa di quello che c’è da fare in aree strategiche come lo snodo infrastrutturale di Romolo, l’area Cassala, Parco Argelati, Ponte Valenza e quel deprimente lotto abbandonato, bisognoso di bonifica, che squalifica il parco Baden Powell.

Dalla platea molte domande ed una chiosa che ci inorgoglisce: “iniziative come quella di Mesopotamia Milanese – dice Masseroli – sono le uniche che potrebbero risollevare le sorti del centro di Milano e riportare i cittadini a vivere nel cuore della città! Si perché… l’amministrazione comunale non può imporre dall’alto processi che debbono innescarsi spontaneamente. Ma quando questo avviene, le istituzioni rispondono.